Mostre ed eventi
Tra l’Onirico e il Mito
Retrospettiva di Alberto Bolzonella
Inaugurazione: 4 settembre, ore 18.00
Dal 4 al 29 settembre 2024, presso le Scuderie di Palazzo Moroni, sarà allestita la mostra Tra l’Onirico e il Mito. Retrospettiva di Alberto Bolzonella.
In mostra una sessantina di lavori pittorici e grafici che si prefigge di raccontare la vicenda creativa di Alberto Bolzonella, decano degli artisti padovani.
Un’avventura lunga settant’anni, iniziata sotto la guida di maestri quali Umberto Lilloni, Armando Pizzinato, Ottone Rosai e Guido Cadorin, e germogliata grazie all’assimilazione dei valori espressivi della migliore tradizione pittorica italiana.
La mostra presenterà, seguendo un principio cronologico, le differenti tappe espressive che scandiscono la storia del suo lavoro: dalle opere dedicate alle piazze e ai mercati di Padova alle prime nature morte; dai ritratti alla breve, ma di assoluto interesse, parentesi astratta degli anni Sessanta, sino ai più importanti risultati poetici e formali colti dall’autore nella sua maturità creativa.
Il percorso espositivo contemplerà una serie di disegni a china rappresentativi di una delle imprese più importanti di Bolzonella: la traduzione visiva dei canti della Commedia dantesca.
Un imponente ciclo figurativo realizzato nel solco tracciato da grandi artisti del passato, che diverrà oggetto di dono, nella sua totalità, ai Musei civici padovani.
Attraverso il repertorio iconografico ad esse riconducibile, Bolzonella ha inteso, con passione e coerenza, guardare al cuore dell’uomo, regalare figura ai suoi slanci come ai suoi smarrimenti: un’operazione che trova autenticità nelle profonde relazioni intrattenute dalle immagini dipinte, anche le più in apparenza irreali oppure oniriche, con le sue memorie personali.
Il progetto Tra l’onirico e il mito. Retrospettiva di Alberto Bolzonella è completato dalla realizzazione di un catalogo illustrato, contenente un’introduzione critica di Nicola Galvan e la riproposizione di un fondamentale testo dedicato da Paolo Rizzi all’opera dell’artista.
Edito da Cleup editore, il volume verrà presentato in occasione dell’inaugurazione della mostra.
Informazioni
Ingresso libero
orario: 09:30-12:30 e 16:00-19:00
chiuso tutti i lunedì non festivi
Settore Cultura, Turismo, Musei e Biblioteche
[email protected]
Tel. 0498205623
Labirinti, divinità, nature morte. E al centro la creatura umana. La mostra di Alberto Bolzonella
A Padova, nelle ex Scuderie di Palazzo Moroni, fino al 29 settembre, l’artista padovano novantenne Alberto Bolzonella, espone una settantina di opere nella mostra “Tra l’onirico e il mito. Retrospettiva dal 1950 al 2023”. Dipinti e disegni ispirati ai miti antichi e non solo
Alberto Bolzonella “Visioni sulla Divina Commedia”, mostra al San Gaetano
Alberto Bolzonella “Visioni sulla Divina Commedia”
Con la mostra al San Gaetano si completa il progetto di illustrazione del capolavoro dantesco
Giovedì 27 giugno 2019 alle ore 17.30 nello spazio espositivo dei ballatoi del Centro culturale Altinate San Gaetano sarà inaugurata la mostra Alberto Bolzonella Visioni sulla Divina Commedia.
L’esposizione, realizzata dall’Assessorato alla Cultura del Comune di Padova e curata da Maristella Mazzocca, rimarrà aperta fino al 28 luglio 2019 ad ingresso libero, orario: 10-19, chiuso il lunedì.
L’esposizione, realizzata dall’Assessorato alla Cultura del Comune di Padova e curata da Maristella Mazzocca, presenta 73 disegni eseguiti con pennino ed inchiostro di china, relativi al Purgatorio e al Paradiso danteschi. Con queste opere Alberto Bolzonella porta a compimento il progetto di illustrazione della Divina Commedia, avviato nel 2012 con la realizzazione di 50 disegni della prima delle tre cantiche, l'Inferno, esposti nel 2014 con notevole successo di pubblico e di critica, di cui vengono ora riproposti alcuni esempi.
Attraverso i 123 disegni di Bolzonella è quindi possibile seguire il viaggio salvifico del Poeta.
Mentre le illustrazioni dell’Inferno sono nate sulla scia del ricordo degli studi giovanili, per i disegni del Purgatorio e del Paradiso il processo creativo è stato più complesso: non avendo studiato le due cantiche a scuola Bolzonella ha tirato fuori i vecchi libri della Divina Commedia leggendo e rileggendo i versi trecenteschi durante un lungo periodo di convalescenza. Bolzonella si è anche dovuto confrontare con la difficoltà dei soggetti da rappresentare, spazi e anime incorporei, che ha portato l’artista ad elaborare un nuovo linguaggio grafico espressivo, con un segno più sottile e linee più flessuose e morbide e una particolare attenzione all’intensità dei chiaroscuri.
È disponibile in mostra il volume Inferno dantesco, edito dalla Cleup, nel quale i disegni dell'artista sono accompagnati da testi in italiano e inglese.
Nell’ambito dell’esposizione sabato 29 giugno alle ore 17.30 al Centro culturale Altinate San Gaetano - Spazio 35 a far luce su alcuni passi controversi della Divina Commedia sarà la conferenza dal titolo Celestino V. Il grande inganno, a cura del prof. Giulio Cesare Papandrea, oltre che insigne medico cardiologo e internista anche grande umanista, autore di numerosi volumi che gli sono valsi premi internazionali.
Mostre ed eventi
Padova. Alberto Bolzonella, l'artista che disegna con una sola mano: «Quando padre Leopoldo bussò alla porta di casa»
Maestro, è stato affascinato dalla Divina Commedia...
«Ho realizzato, con pennino e inchiostro di china, l’Inferno dantesco. I disegni, proposti anche in un volume, sono diventati oggetto di una mostra in Svezia, divenuta itinerante nei Paesi nordici. Poi ho affrontato le scene del Purgatorio e del Paradiso. Nel 2018 era stata programmata una mostra dei miei disegni sulla Divina Commedia a Londra ma, a causa di una malattia, sono stato costretto a rinunciarvi».
Ha eseguito innumerevoli lavori commissionati da istituzioni pubbliche e private, affreschi e murales nel Padovano e non solo...
«Sì, a Padova, Voltabarozzo, Piove di Sacco, Pieve di Soligo, negli istituti di riposo e al liceo Duca d’Aosta. Un mio grande affresco è nella casa del professor Enrico Schergna a Strembo (Madonna di Campiglio). Ho disegnato il Palio di Montagnana e quello della “Tria” di Campodarsego, bozzetti per mostre e illustrazioni per opere di autori padovani. A Conegliano ho realizzato il “cartone” per un affresco dedicato al principe di Collalto».
Il suo impegno si è riversato su tutto il fronte della cultura...
«Per un decennio ho fatto parte del direttivo del Vecia Padova organizzando “Muse in Ghetto”.
Ho contribuito alla nascita del gruppo artistico “Convivium” e sono membro del direttivo Ucai (Unione cattolica artisti italiani). Nell’aprile scorso ho consegnato al cardinale Pietro Parolin un dipinto per il pontefice, che lo ritrae mentre apre la Porta Santa in occasione dl Giubileo del 2015».
Ora, a 89 anni, continua a sperimentare nuovi linguaggi.
Ma la sua vita è stata segnata da un altro episodio.
«Sì, accadde il 4 aprile 1945, nei giorni della Liberazione. Mentre con altri ragazzi aspettavo l’apertura del patronato di Santa Giustina, in Prato della Valle, ho visto per terra un oggetto a forma di penna, ho cercato di aprirlo ed è scoppiato.
Ricordo una fiammata azzurra e uno strano formicolio alla mano destra. I miei compagni urlavano, io ero frastornato e non capivo quello che era successo: guardavo la mano maciullata, ma non sentivo dolore.
Un giovanotto che passava di là si è tolto la cravatta e, facendomi sedere per terra, me l’ha stretta al braccio per fermare il sangue. Poi l’ambulanza mi ha portato in ospedale. Purtroppo la mano non hanno potuto salvarla».
Così ha conosciuto don Gnocchi?
«Mio padre, venuto a sapere che in Italia erano stati creati degli “Istituti per i mutilatini”, riuscì a farmi inserire in uno di questi, a Firenze: l’istituto e collegio del Galluzzo, che accoglieva i ragazzi martoriati dalla guerra.
Qui ci facevano visita artisti, attori e cantanti. Veniva anche don Gnocchi. Spesso mi mettevo nell’androne della villa, dove eravamo ospitati, a dipingere e lui, vedendomi, mi diceva: “Ecco il nostro imbianchino!”.
Di lui ricordo l’aspetto ascetico, il volto molto pallido, che contrastava con la lunga veste nera, e i suoi indimenticabili occhi di un azzurro cobalto».
Questi episodi hanno influenzato anche il suo modo di esprimersi?
«Certamente. Mi hanno indotto a porre al centro dei miei disegni e dipinti la figura umana, in tutte le sue sfaccettature, e a riflettere sulla vita e sulla morte.
Per questo ho ripercorso il viaggio dantesco, con profondo coinvolgimento emotivo, uscendo anch’io, alla fine, “a riveder le stelle”».
Alberto Bolzonella, l’artista e le sue mostre
È nato novant’anni fa a Padova dove vive e lavora. Gli avvenimenti del secondo dopoguerra lo hanno toccato in prima persona da ragazzo per essere stato vittima dello scoppio di un piccolo ordigno apparentemente innocuo, (avvenimento che pubblicherà presto nel suo contesto).
La sua carriera artistica fortunatamente non ne ha risentito e le sue parentele tosco-venete gli hanno permesso un percorso formativo del tutto originale.
Questo è stato messo in evidenza dal grande maestro di Estetica professor Dino Formaggio: “Rilevante, per un giudizio adeguato sull’uso del colore in Bolzonella, è notare che nella sua lunga opera iniziata nella seconda metà del Novecento, l’uso del colore si vale soprattutto delle terre di Siena nelle loro gamme terrestri e/o nei campi azzurrati che avvolgono in ampie velature celesti le azioni degli dei, dei semidei e degli eroi che appaiono nell’opera”.
Ha frequentato Istituti Statali d’Arte di Padova e Parma, il magistero Statale d’Arte di Firenze e Venezia, con maestri ben noti come Tino Rosa, Amleto Sartori, Armando Pizzinato, Umberto Lilloni, Renzo Grazzini, Ottone Rosai, Guido Cadorin. È stato docente per quarant’anni di materie artistiche in Scuole Statali di Padova e provincia, ha tenuto corsi di disegno e pittura per allievi della terza età in istituti ed ha fatto parte di direttivi di importanti enti e associazioni della sua città.
Ha dato corpo a gruppi artistici come “Convivium” e “Ars Tabulae Pictae”. Centinaia le sue mostre personali e collettive anche all’estero: in Francia, Spagna, Principato di Monaco, Svezia, Norvegia, Danimarca e Moldavia. Numerosi in Veneto suoi affreschi e murales.
Per l’arte propriamente sacra in Vaticano è conservata un’opera dedicata a papa Francesco mentre un ritratto di don Carlo Gnocchi si trova al museo dedicato al personaggio religioso a Milano. Grande successo hanno ottenuto i 135 disegni a china che illustrano i vari canti della Divina Commedia, che saranno prossimamente donati al Museo Civico agli Eremitani. Nel 2010 è stato nominato “Padovano Eccellente”.
Dall'artista Alberto Bolzonella. Un quadro in dono a Papa Francesco
L’opera, un olio su tela 80 per 100 centimetri, era stata realizzata sulla scia di una possibile visita del pontefice a Padova. «Quando ho saputo che il papa aveva manifestato il desiderio di venire nella nostra città – racconta Alberto Bolzonella – ho sentito forte il desiderio di creare un’opera e di donargliela..
L’ho così rappresentato nell’atto di aprire la Porta santa, con le braccia aperte.
L’opera è stata spedita grazie all’intercessione del cardinale Pietro Parolin». Nato nel 1934 a Padova, Alberto Bolzonella è membro dell’Ucai-Unione cattolica artisti italiani, sezione di Padova e ha fondato l’associazione di arti figurative di Padova Ars Tabulae Pictae. Ha frequentato la scuole d'arte Pietro Selvatico di Padova e Pilotta di Parma e ha conseguito il diploma presso il Magistero statale d'Arte di Firenze. Ha frequentato le Accademie statali d'arte di Firenze e Venezia.
Ha realizzato più di mille mostre in giro per il mondo e per 40 anni ha insegnato materie artistiche nelle scuole padovane. Insignito del titolo di “Padovano eccellente” nel 2010, è specializzato nella tecnica dell’affresco e le sue opere si trovano in luoghi pubblici, musei, collezioni private nazionali e non. Famose sono le sue illustrazioni della Divina Commedia esposte a lungo anche in Svezia.
Giovedì 25 marzo, dalle ore 16, puoi seguire l’inaugurazione della mostra “Amor mi mosse, che mi fa parlare” in diretta streaming. Saranno presenti i protagonisti artistici di questa iniziativa: Romeo Sandrin e Alberto Bolzonella, due grandi maestri del nostro territorio.
Duecentosei opere, sessantanove sculture e centotrentasette disegni, per accompagnare lo spettatore lungo il viaggio di Dante attraverso Inferno, Purgatorio e Paradiso. E per celebrare, nel giorno del Dantedì - la giornata di celebrazioni dantesche fissata al 25 marzo su tutto il territorio nazionale - i settecento anni dalla morte di Dante Alighieri.
«Curioso destino quello di Dante - commenta la presidente della Società Dante Alighieri di Padova, Maristella Mazzocca - inattuale rispetto all'oggi nostro e suo e, per questo, contemporaneo dell'umanità. Esule senza colpa da una patria che non cessò di amare, inventò una patria che è oggi la nostra. Di una donna che non fu mai sua fece il simbolo dell'amore che rende migliori.
Di una lingua che balbettava appena, fece la lingua che usiamo ogni giorno. In tempi in cui non si viaggiava che per necessità, fece del tema del viaggio l'eterna metafora della vita, fatta di passioni, desideri, risentimenti, ma anche di generosità grandiose, o di umanissimi eroismi.
Tutti riassunti all'interno di un'architettura che proiettava sullo sfondo dell'eternità la trama immensa di un romanzo dell'uomo. Non stupisce che la straordinaria invenzione di un viaggio che traduceva in poesia il significato ultimo del nostro vivere terreno, abbia sollecitato la sensibilità di legioni di artisti».
A settecento anni dalla scomparsa, la società Dante Alighieri ricorda il Poeta attraverso le opere di un pittore, Alberto Bolzonella, e di uno scultore, Romeo Sandrin, entrambi padovani di nascita ed oggi artisti di fama internazionale. “Amor mi mosse, che mi fa parlare” è una mostra unica nel suo genere, che accompagna, reinterpretandolo, l'intero arco dei tre regni danteschi.
L'esposizione è promossa dal Comitato di Padova della Società Dante Alighieri in sinergia con la Fondazione G.E. Ghirardi Onlus di Piazzola sul Brenta, il patrocinio della Regione Veneto e del Comitato nazionale per i 700 anni dalla morte di Dante.
Agosto 2011 - Palazzo Bolis - Selvazzano Dentro (PD)
Agosto 2011 - Palazzo Bolis - Selvazzano Dentro (PD)
Agosto 2011 - Palazzo Bolis - Selvazzano Dentro (PD)
2014 - Centro culturale San Gaetano (PD) Mostra grafica -
L'inferno dantesco
Agosto 2011 - Palazzo Bolis - Selvazzano Dentro (PD) - Sant'Antonio sul Noce
Agosto 2012 - In viaggio verso la Svezia